Asfalto bollente: in UK chiudono gli aeroporti

Asfalto bollente. O meglio: una pista bollente. E non per l’alto livello di traffico, ma per le temperature estreme. 

Succede in Inghilterra, già colpita dai pesanti ritardi dei voli di linea e il conseguente caos negli aeroporti. A questo quadro (a cui dedicheremo a breve un articolo, Ndr), si è aggiunto un altro problema, direttamente collegato alla crisi climatica e all’ondata di estremo calore che sta colpendo l’Europa, UK compresa. I picchi di temperatura anomali (nei prossimi giorni a Londra si potrebbe battere il record nazionale con 40 gradi C) non comportano solo problemi per le persone, poco avvezze a questo meteo, ma anche per gli aeroporti. 

Quello di Luton, uno dei quattro scali principali di Londra, dopo Heathrow, Stanted e Gatwick, è stato costretto a chiudere dirottare gran parte dei suoi voli a causa, letteralmente, dello scioglimento dell’asfalto della sua pista di decollo. Lo scalo è rimasto chiuso per parecchie ore per – citando le autorità aeroportuali – “un dislivello della superficie causato dalle alte temperature rilevate a terra”. I tecnici sono riusciti a fare una riparazione d’emergenza per poi permettere la normale operatività a partire dalle 18 ora locale di lunedì 18 luglio.


Ma Luton non è stato l’unico scalo ad aver avuto problemi. Pure i militari della Royal Air Force sono stati costretti a rivedere l’operabilità di una delle maggiori basi aeroportuali militari in UK. A Brize Norton l’asfalto “si è sciolto” come riportato dalla RAF, costringendo a chiudere l’aeroporto e a lasciare i caccia militari a terra. 


Nella foto: l’aeroporto di Luton. Courtesy of Alex McGregor

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