Traffico aereo in Florida: la difficile convivenza con SpaceX

Il traffico aereo, si sa, è soggetto a direttive rigorosissime e ad una ferrea disciplina. Il tutto però si complica nel momento in cui subentrano situazioni originariamente non previste.

Sembrano – ed in effetti lo sono – lontani i tempi in cui da Cape Canaveral venne lanciata, per mezzo del Saturn V, la missione Apollo 11 che portò per la prima volta l’uomo sulla Luna. Era il 1969. L’intensità e la complessità del traffico aereo non erano minimamente equiparabili alle dimensioni attuali. Al giorno d’oggi, infatti, sono più di 20’000 gli aerei che sorvolano i cieli del mondo, molti di questi si trovano negli USA, e ancora tanti lungo la East Coast americana. Negli ultimi anni però, ad intensificarsi, non sono stati solo i voli che collegano due città, due stati o due continenti, ma anche quelli diretti verso lo spazio cosmico. L’azienda aerospaziale statunitense SpaceX, fondata da Elon Musk, ha infatti nei propri piani di lanciare circa 60 missioni in questo 2022, il prossimo lancio è già in programma per la seconda settimana di giugno. Questo comporta quindi la chiusura di uno spazio aereo intorno all’area interessata che si estende fino a circa 2100 km nell’Oceano Atlantico, costituendo un problema non affatto trascurabile per le compagnie aeree coinvolte nella tratta. Già nel 2018, per il famoso lancio che portò in orbita la Tesla del suo CEO, a farne le spese furono ben 563 voli. La maggior parte di questi furono costretti ad allungare e modificare la propria rotta, tutto questo ha quindi costituito costi e ritardi.

Inoltre, sebbene gli enti aeroportuali vengano avvisati con largo e dovuto anticipo in merito ai lanci spaziali, resta il problema per i piloti privati. Questi, non sempre sono informati a dovere. È già capitato infatti che qualcuno sorvolasse uno spazio aereo chiuso in quelle ore, causando non pochi problemi. 

La FAA (Federal Aviation Administration) dal canto suo però, sta cercando di rimediare, o quantomeno ridimensionare il problema. Cercando, pur garantendo la sicurezza per tutti, di ridurre le ore di chiusura del traffico durante i lanci e soprattutto di ridimensionare l’ampiezza dello spazio aereo interessato. Il CEO di SpaceX, ha infatti spesso accusato la FAA di applicare regole spesso eccessivamente stringenti, causando un impedimento anche allo sviluppo stesso delle missioni spaziali. 

Vi è però da aggiungere che sono molte le compagnie interessate al progetto di SpaceX: Starlink. Questo consiste in una costellazione satellitare con l’obiettivo di fornire internet a banda larga in tutto il mondo. 

La compagnia americana Southwest Airlines (una delle principali low-cost al mondo), sebbene sia stata più volte interessata nei disagi dovuti ai lanci in partenza dalla Florida, si è dimostrata notevolmente interessata al progetto di SpaceX. Tramite il suo CEO, Robert Jordan ha affermato come l’implementazione di un veloce servizio WiFi, sia la priorità numero uno per migliorare l’esperienza dei propri clienti. Quindi anche a discapito di qualche costo e ritardo in più. Saranno d’accordo anche gli altri vettori?

 

In foto, il Falcon Heavy in partenza da Cape Canaveral.

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